Febbraio 2011


“La scelta” nasce dalla volontà di un gruppo di giovani impegnati nel progetto per dar vita alle idee maturate durante il percorso formativo legato allo sviluppo del progetto stesso. “Ever Green”, proposto dall’Associazione Onlus “Con Paola”, con la collaborazione del Comune di Marano Marchesato e con la Parrocchia del medesimo comune, nasce a sua volta dall’esigenza di trovare una valida risposta al problema della crisi d’identità e dei valori che attanaglia il mondo d’oggi. Infatti di fronte a situazioni di crescente individualismo che a volte sfociano in situazioni di anomia, indifferenza o devianza, la nostra risposta è quella di creare uno spazio comune, gestito direttamente da giovani, in cui il soggetto sceglie di partecipare alle iniziative e non di subirle, in modo da aumentare la consapevolezza sull’importanza del ruolo dei giovani nella società. Al fine di prevenire il disagio sociale, è fondamentale, a nostro avviso, favorire una crescita costante e consapevole delle potenzialità di noi ragazzi e aumentare la capacità di saper leggere la realtà in modo critico, schivando condizioni negative e possibili minacce, e favorendo opportunità per il raggiungimento del maggior stato di benessere. Da qui la grande attenzione che concederemo al tentativo di sensibilizzare e coinvolgere il mondo giovanile,ed in genere l’opinione pubblica, su alcune tematiche prescelte, in modo da aumentare la consapevolezza e la coscienza collettiva sull’importanza dei giovani nella società. Tutto ciò attraverso scambi culturali, momenti di svago e altre attività per il tempo libero, e anche attraverso la diffusione di materiale informativo del quale fa parte questo giornalino. In generale, i nostri obiettivi sono:

  1. Valorizzare le potenzialità ed il ruolo dei giovani, intesi come soggetti attivi nella società;
  2. Favorire l’attivismo sociale per promuovere l’integrazione tra e dei giovani nella realtà;
  3. Incentivare attività culturali, educative e ricreative.

Lo scopo primario che ci ha mosso ad intraprendere una strada spesso tortuosa, come può essere quella della redazione di un giornale, è quello di sensibilizzare il curioso lettore ad un aspetto fondamentale della nostra vita quotidiana, e alle sue notevoli conseguenze: scegliere. Ad una più attenta analisi, ci accorgiamo di come anche il più piccolo istante è per noi condizionato da una scelta. Possiamo, in ogni momento, decidere di tenere gli occhi chiusi o aperti, di star seduti o in piedi, e molto altro. Ovviamente, quando si tratta di alternative che non condizioneranno il corso della nostra esistenza, il dilemma è quasi irrilevante. Viceversa, quando entrano in gioco delle scelte importanti, incisive, determinanti, la nostra visione muta radicalmente, e molto spesso – specialmente in un mondo come quello attuale – si cerca di evitarle quanto più si può oppure, in casi indispensabili, di delegarle ad altri. Ed è proprio su quest’ultima situazione che intendiamo focalizzare l’attenzione. Premesso ciò, ci proponiamo di inquadrare la scelta come un momento certamente problematico, ma anche come un nodo che si deve necessariamente sciogliere per vivere in modo consapevole e attivo i nostri giorni.
Prima di tutto, che cosa significa scegliere? Già nel mondo antico – proprio perché questo è un tema inerente alla natura dell’uomo d’ogni tempo – in molti hanno riflettuto su questo argomento, specialmente poeti e filosofi. Sin da subito essi si sono resi conto che imbattersi in un bivio mostra contemporaneamente la nostra libertà e la nostra limitatezza. Non a caso, infatti, la scelta è uno dei cardini fondamentali della tragedia classica, in cui l’eroe non ha la possibilità di giungere ad un compromesso, e deve affrontare il dissidio che lo logora. Tuttavia egli, che è “accompagnato dalla ragione e dal pensiero”, dinnanzi alla disperazione non si rinchiude nell’angoscia di una prigione senza via di uscita, ma, esempio di maestosa risolutezza per l’intera umanità, affronta la sua sorte pur sapendo che comunque incontrerà il dolore. L’eroe dunque si rivolge al pericolo, al futuro ignoto, da fiero essere razionale, e perciò, anche davanti alle estreme prove della vita, trionfa come individuo pensante che discerne, pur nella sofferenza, fra bene e male. Il dramma si fa ancora più angosciante nell’età moderna, quando un personaggio come Amleto, celebre soprattutto per il suo lacerante interrogativo “essere o non essere?”, non ha più la forza e la capacità di individuare precisamente il bene e rimane nel perpetuo buio dell’ indecisione. Da quel momento l’uomo si è reso conto che la sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma quasi sempre la sua miseria. Così mentre l’eroe greco opera in un sistema i cui contorni gli appaiono ben netti e definiti, il personaggio moderno deve misurarsi con un retroterra di conflitti e dubbi che rendono indistinta la sua percezione della realtà.
Appare evidente, quindi, che scegliere è un atto certamente non semplice, per come potrebbe apparire, e che l’uomo di oggi è più che mai intimorito dall’immergersi in questa consunzione nella quale potrebbe appassire. Perciò è quasi refrattario alla scelta ed è tanto più soddisfatto, quanto più intraprende strade a senso unico. Basti pensare ai viaggi che spesso sono programmati in ogni minimo dettaglio da agenzie alle quali molti si affidano passivamente. Andando avanti nel tempo i nostri orizzonti appaiono sempre meno chiari, quasi opachi, nebulosi in modo da creare una situazione instabile. E se, per fortuna, le scelte determinanti che prendiamo nella quotidianità non sono accompagnate dalla tragicità, è anche vero che con sempre maggiore frequenza ci assalgono il dubbio e l’indecisione. Troppe volte ci capita di prendere una decisione per puro istinto, in modo del tutto irrazionale, pur di sbarazzarci del dilemma il più presto possibile. Ma che modo di scegliere è questo?
Riteniamo pertanto che bisognerebbe, prima di tutto, cambiare la nostra posizione dinnanzi alla possibilità dell’alternativa, e rivedere la libertà di scelta in termini diversi. La passività cui spesso ci si abbandona in una vita così automatizzata come la nostra deve essere superata dalla consapevolezza e dalla volontà di decidere pienamente e totalmente di noi stessi, per non cadere più nel buio perpetuo della perplessità. Riappropriamoci di noi stessi e ritracciamo i confini della nostra realtà! Il dilemma sarà sciolto. Di certo non è facile, ma è l’unico modo per poter veramente fare delle scelte autentiche, che corrispondano alle nostre individuali intenzioni, che diano senso ai giorni, e che ci permettano, come avviene ormai da anni nella nostra Associazione, di donarci veramente nella pienezza e nella gratuità agli altri. Lo stesso sentimento dell’amore, infatti, non avrebbe senso se non fosse preceduto da un momento decisionale, perché, come disse il grande Erich Fromm, “Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una promessa, un impegno, una scelta”.
 
ROBERTO GRANIERI

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